Avvicino l’occhio e guardo dentro il caleidoscopio: cangianti colori si manifestano, forme mutevoli si rivelano, cambiano e si ricompongono, in un gioco infinito di bellezza e sorpresa…

Da questa suggestione che il caleidoscopio offre nasce l’idea di Kaleido, centro diurno per adolescenti.
Un luogo che vuole aprirsi alla molteplicità delle storie delle ragazze e dei ragazzi che lo attraversano,
Un luogo dove ognuno possa trovare il suo spazio di espressione e relazione,
Un luogo dove guardare oltre, tentando di non fermarsi solo al problema, ma cercando anche le risorse, le possibilità di ciascuno,
Un luogo dove aiutare e sostenere la ripresa del percorso di crescita degli adolescenti attraverso esperienze di gruppo e di fare insieme.

Kaleido è un Centro Diurno rivolto a preadolescenti e adolescenti della bergamasca che vivono forme di compromissione delle relazioni con i contesti di vita e che necessitano di percorsi di cura e di sostegno fortemente integrati con la quotidianità della loro vita, la scuola, la famiglia, gli amici…

Si trova nel quartiere di Redona, a Bergamo in un grande locale nella zona industriale del quartiere, facilmente raggiungibile con i mezzi pubblici e si rivolge a tutta la provincia bergamasca.

Cosa facciamo

Il Centro Diurno Neuropsichiatrico Kaleido si caratterizza come un servizio specialistico che integra interventi educativi e terapeutici in una logica di terapia ambientale. L’Equipe del CD, in collaborazione con i servizi invianti (che mantengono la responsabilità progettuale e terapeutica sul paziente e la sua famiglia), costruisce per ciascun utente un Progetto Terapeutico Individualizzato con particolare attenzione ad aree quali: risocializzazione, sviluppo di risorse personali e autonomie, riduzione di difficoltà emotive e comportamentali. Le attività realizzate si propongono di favorire l’emergere di interazioni all’interno del gruppo di utenti e la sperimentazione del “fare insieme”. Sono attivi laboratori manuali, occupazionali, sportivi, espressivi e creativi. Nel progetto di ciascun ragazzo/a, ove possibile, si riserva uno spazio di lavoro con la famiglia e compatibilmente con i progetti educativo–terapeutici dei singoli ragazzi, saranno promosse attività in rete con le agenzie e le risorse del territorio.

Gli oggetti di Kaleido

Kaleido raccontato dai ragazzi e ragazze attraverso alcuni oggetti. Oggetti comuni che diventano significativi se osservati con la sensibilità di chi frequenta il centro, diventano un modo per presentare e raccontare il Kaleido con tutta la sua vitalità, energia e complessità.

Gli oggetti di Kaleido

Kaleido raccontato dai ragazzi e ragazze attraverso alcuni oggetti. Oggetti comuni che diventano significativi se osservati con la sensibilità di chi frequenta il centro, diventano un modo per presentare e raccontare il Kaleido con tutta la sua vitalità, energia e complessità.

L’armadietto

Ciao, sono l’armadietto.
Sai, io ho visto passare tanti zaini, giacche, scarpe o chissà cosa.
Io sono l’armadietto numero 3.
Prima ero snobbato da tutti, poi è arrivata lei che mi sceglieva sempre.
Poi, dato che è social dipendente, continuava ad aprirmi.
Ora mi ha lasciato pure lei.
Bah, spero passi a salutare prima o poi.

La sedia

Ho diverse funzioni: quella più comune è quella per cui sono stata creata: far star comode le persone che mi utilizzano per i loro momenti di relax, per lavorare, per parlare tra di loro, per condividere i pasti.
Mi piace l’idea che le persone mi usino anche per appoggiare i fogli dando spazio alle loro idee attraverso la scrittura. E che meraviglia quando vengo utilizzata come aiuto per raggiungere oggetti che senza di me non si riescono a prendere, oppure quando ci si rilassa allungando le gambe su di me.
Ma quello che mi piace maggiormente è che qui sopra si siano sedute tante persone con preziose storie di vita che rimarranno per sempre con me.
La cosa che mi rattristerebbe tantissimo sarebbe venire infilata in una cantina buia e dimenticata.

Il calcetto

Il calcetto

Sono il calcetto di Kaleido, giocano sempre con me, grazie a me qui ci sono state tantissime partite epiche, combattute fino all’ultimo, si danno sempre battaglia per vincere, ma alla fine finisce tutto, scherzando.

I cuscini

Tratto da un audio trovato tra i cuscini della stanza zen: compatriota sparato a 10 km/h. Un altro compatriota sparato a 20 km/h questa volta! Il nemico dall’altra parte della stanza sta cedendo. Ecco, ci siamo quasi! Fatto! Missione compiuta, abbiamo tramortito il bersaglio sotterrandolo sotto una marcia dei nostri compagni morbidosi ma letali. Mh… Aspettate! Il nemico sta facendo rimonta! Eccolo sorgere con in mano la sua controdifesa: un orribile coperta soffocante! Agh, è stata tirata contro uno dei nostri migliori tiratori umani del nostro lato della stanza, ed ora lui è stato eliminato. Presto, ordina all’altro tiratore umano di posarci uno sopra l’altro per formare una muraglia difensiva. Non possiamo e non dobbiamo perdere! Oh… No! Noo! Il nemico sta in procinto di lancio di un poof nucleare!
È la fine, scappate dalla stanza finché potete!
Nel frattempo è nella stanza zen…

I cuscini
Il sofa blu

Il sofa blu

Ciao, io sono morbido blu e confortevole.
Sono un sofà. Nella mia vita ho visto molta gente sedersi su di me ma purtroppo non riesco mai a vederla in faccia, mi fa piacere sapere che per la maggior parte delle persone sono un oggetto indispensabile della vita quotidiana, la cosa che non gradisco affatto è quando alcune persone mi saltano sopra… visto che la mia funzione principale è fare rilassare le persone.

Il pungiball

Sono rosso e nero.
Vengo preso a calci e pugni ma non sono un sacco da boxe, sono il pungiball della comunità, non vengo usato molto e questa cosa mi offende!

Il campanello

Sono il campanello di Kaleido.
Sono molto fastidioso a molti ragazzi di quest’ultimo.
Almeno, però, la gente capisce per quanto tempo rimane aperta quella dannata porta.
Spero che prima o poi, qualcuno mi stacchi.

Le chiavi

Siamo essenziali eh eh senza di noi nessuno entra a Kaleido.
Apriamo e chiudiamo ogni porta che ci troviamo di fronte.
Eh sì! Siamo con l’educatore dall’inizio della sua avventura qui.
Talvolta ci presta e talvolta si dimenticano di restituirci ma alla fine torniamo sempre da lei.
Teme sempre di dimenticarci così ci tiene sempre con sé.
A volte ci lancia e si scorda di noi, ma noi continuiamo a tornare e a compiere il nostro dovere.

La colonna della palestrina

Sono nell’angolo della palestrina e non ho idea del perché mi abbiano messo lì.
Forse sono necessaria per sostenere la struttura.
Sono circolare ed ho un raggio di 30/40 cm circa.
Esatto, sono quella colonna che tutti ignorate. Sì, guardatemi pure adesso.
Solo qualcuno ogni tanto mi gira attorno, tanto per divertirsi. Potreste però utilizzarmi per qualcosa di meglio.
Non ne posso più di vedere la gente giocare a calcetto, scrivere, fare foto, dare pugni al pungi-ball, guardare dalla finestra ed ignorarmi, far finta che io non esista. Potreste inventare uno scopo per me? Grazie.

Il bollitore

Finalmente l’orario della merenda!! Da sempre vivo in una posizione privilegiata e anche se di solito fino al pomeriggio posso continuare a sonnecchiare, posso sempre vedere quello che succede qui. Vedo le persone che parlano, ridono e scherzano tra loro; a volte cucinano e mangiano insieme. Ne sento le confidenze, i ragionamenti e le discussioni filosofiche. Non mi annoio mai. A volte sono anche invidiosa, soprattutto, quando vedo gli umani che preferiscono scaldarsi e coccolarsi con una sostanza scura che chiamano caffè. Ma il momento migliore, come ho detto prima è quello della merenda: li sì che sono il migliore. Attaccano la spina, mi riempiono di acqua, premono un pulsante e finalmente posso scaldarmi fino a poterli rendere felici!! Li faccio riunire tutti attorno al tavolo e dopo aver colorato la mia acqua con mille bustine diverse, mangiano dolcetti e prelibatezze e io li vedo tutti più contenti.

Il pungi-ball

Ciao ragazzi io sono la boxe a cui voi date pugni e calci ma purtroppo non posso dire che mi fate male perché in fondo sono un oggetto ma ho un cuore.

Il tirapugni

Sono grosso e giallo con delle scritte nere. Le persone mi utilizzano per scaricarmi addosso la loro rabbia e frustrazione e sento i colpi inflitti con i loro pugni o calci.

La porta

Certe persone mi sottovalutano, pensano solo a lasciarmi alle spalle per andare dagli amici; anzi, sono spesso detestata per l’assordante suono che c’è quando sono aperta (e devo dire che hanno ragione), ma al contrario mi sento speciale, perché è da me che tutto inizia, ed è grazie a me che è possibile fare un gesto di accoglienza, ovvero aprire la porta d’entrata agli ospiti di Kaleido.

L’armadietto

Ciao, sono l’armadietto.
Sai, io ho visto passare tanti zaini, giacche, scarpe o chissà cosa.
Io sono l’armadietto numero 3.
Prima ero snobbato da tutti, poi è arrivata lei che mi sceglieva sempre.
Poi, dato che è social dipendente, continuava ad aprirmi.
Ora mi ha lasciato pure lei.
Bah, spero passi a salutare prima o poi.

La sedia

Ho diverse funzioni: quella più comune è quella per cui sono stata creata: far star comode le persone che mi utilizzano per i loro momenti di relax, per lavorare, per parlare tra di loro, per condividere i pasti.
Mi piace l’idea che le persone mi usino anche per appoggiare i fogli dando spazio alle loro idee attraverso la scrittura. E che meraviglia quando vengo utilizzata come aiuto per raggiungere oggetti che senza di me non si riescono a prendere, oppure quando ci si rilassa allungando le gambe su di me.
Ma quello che mi piace maggiormente è che qui sopra si siano sedute tante persone con preziose storie di vita che rimarranno per sempre con me.
La cosa che mi rattristerebbe tantissimo sarebbe venire infilata in una cantina buia e dimenticata.

Il calcetto

Il calcetto

Sono il calcetto di Kaleido, giocano sempre con me, grazie a me qui ci sono state tantissime partite epiche, combattute fino all’ultimo, si danno sempre battaglia per vincere, ma alla fine finisce tutto, scherzando.

I cuscini

I cuscini

Tratto da un audio trovato tra i cuscini della stanza zen: compatriota sparato a 10 km/h. Un altro compatriota sparato a 20 km/h questa volta! Il nemico dall’altra parte della stanza sta cedendo. Ecco, ci siamo quasi! Fatto! Missione compiuta, abbiamo tramortito il bersaglio sotterrandolo sotto una marcia dei nostri compagni morbidosi ma letali. Mh… Aspettate! Il nemico sta facendo rimonta! Eccolo sorgere con in mano la sua controdifesa: un orribile coperta soffocante! Agh, è stata tirata contro uno dei nostri migliori tiratori umani del nostro lato della stanza, ed ora lui è stato eliminato. Presto, ordina all’altro tiratore umano di posarci uno sopra l’altro per formare una muraglia difensiva. Non possiamo e non dobbiamo perdere! Oh… No! Noo! Il nemico sta in procinto di lancio di un poof nucleare!
È la fine, scappate dalla stanza finché potete!
Nel frattempo è nella stanza zen…

Il sofa blu

Il sofa blu

Ciao, io sono morbido blu e confortevole.
Sono un sofà. Nella mia vita ho visto molta gente sedersi su di me ma purtroppo non riesco mai a vederla in faccia, mi fa piacere sapere che per la maggior parte delle persone sono un oggetto indispensabile della vita quotidiana, la cosa che non gradisco affatto è quando alcune persone mi saltano sopra… visto che la mia funzione principale è fare rilassare le persone.

Il pungiball

Sono rosso e nero.
Vengo preso a calci e pugni ma non sono un sacco da boxe, sono il pungiball della comunità, non vengo usato molto e questa cosa mi offende!

Il campanello

Sono il campanello di Kaleido.
Sono molto fastidioso a molti ragazzi di quest’ultimo.
Almeno, però, la gente capisce per quanto tempo rimane aperta quella dannata porta.
Spero che prima o poi, qualcuno mi stacchi.

Le chiavi

Siamo essenziali eh eh senza di noi nessuno entra a Kaleido.
Apriamo e chiudiamo ogni porta che ci troviamo di fronte.
Eh sì! Siamo con l’educatore dall’inizio della sua avventura qui.
Talvolta ci presta e talvolta si dimenticano di restituirci ma alla fine torniamo sempre da lei.
Teme sempre di dimenticarci così ci tiene sempre con sé.
A volte ci lancia e si scorda di noi, ma noi continuiamo a tornare e a compiere il nostro dovere.

La colonna della palestrina

Sono nell’angolo della palestrina e non ho idea del perché mi abbiano messo lì.
Forse sono necessaria per sostenere la struttura.
Sono circolare ed ho un raggio di 30/40 cm circa.
Esatto, sono quella colonna che tutti ignorate. Sì, guardatemi pure adesso.
Solo qualcuno ogni tanto mi gira attorno, tanto per divertirsi. Potreste però utilizzarmi per qualcosa di meglio.
Non ne posso più di vedere la gente giocare a calcetto, scrivere, fare foto, dare pugni al pungi-ball, guardare dalla finestra ed ignorarmi, far finta che io non esista. Potreste inventare uno scopo per me? Grazie.

Il bollitore

Finalmente l’orario della merenda!! Da sempre vivo in una posizione privilegiata e anche se di solito fino al pomeriggio posso continuare a sonnecchiare, posso sempre vedere quello che succede qui. Vedo le persone che parlano, ridono e scherzano tra loro; a volte cucinano e mangiano insieme. Ne sento le confidenze, i ragionamenti e le discussioni filosofiche. Non mi annoio mai. A volte sono anche invidiosa, soprattutto, quando vedo gli umani che preferiscono scaldarsi e coccolarsi con una sostanza scura che chiamano caffè. Ma il momento migliore, come ho detto prima è quello della merenda: li sì che sono il migliore. Attaccano la spina, mi riempiono di acqua, premono un pulsante e finalmente posso scaldarmi fino a poterli rendere felici!! Li faccio riunire tutti attorno al tavolo e dopo aver colorato la mia acqua con mille bustine diverse, mangiano dolcetti e prelibatezze e io li vedo tutti più contenti.

Il pungi-ball

Ciao ragazzi io sono la boxe a cui voi date pugni e calci ma purtroppo non posso dire che mi fate male perché in fondo sono un oggetto ma ho un cuore.

Il tirapugni

Sono grosso e giallo con delle scritte nere. Le persone mi utilizzano per scaricarmi addosso la loro rabbia e frustrazione e sento i colpi inflitti con i loro pugni o calci.

La porta

Certe persone mi sottovalutano, pensano solo a lasciarmi alle spalle per andare dagli amici; anzi, sono spesso detestata per l’assordante suono che c’è quando sono aperta (e devo dire che hanno ragione), ma al contrario mi sento speciale, perché è da me che tutto inizia, ed è grazie a me che è possibile fare un gesto di accoglienza, ovvero aprire la porta d’entrata agli ospiti di Kaleido.

Gli spazi di Kaleido

Gli spazi pensati del Centro diurno Kaleido raccontano le esperienze vissute dai ragazzi, rendono visibili i percorsi fatti, narrano le parole e i gesti usati per esprimere emozioni, pensieri, desideri lasciandosi plasmare dall’uso che ne è stato fatto:

  • le pareti sono diventate riflesso di percorsi e di saluti;
  • gli angoli ritrovo di oggetti di scarto reinventati a nuova vita;
  • i mobili contenitori di oggetti sempre più utili e necessari alle attività.

Gli spazi di Kaleido

Gli spazi pensati del Centro diurno Kaleido raccontano le esperienze vissute dai ragazzi, rendono visibili i percorsi fatti, narrano le parole e i gesti usati per esprimere emozioni, pensieri, desideri lasciandosi plasmare dall’uso che ne è stato fatto:

  • le pareti sono diventate riflesso di percorsi e di saluti;
  • gli angoli ritrovo di oggetti di scarto reinventati a nuova vita;
  • i mobili contenitori di oggetti sempre più utili e necessari alle attività.

La stanza relax

Vedo la stanza zen morbida pucciosa
Sento l’odore del cibo che stanno preparando in cucina
Sento gli abbracci
Vedo i segreti
Vedo Annamaria
Sento l’aria condizionata
Vedo il buio e la luce
Vedo i cuscini e anche la lotta coi cuscini
Vedo le copertine
Vedo tutti quelli che passano e le cose divertenti che ci raccontiamo
Sento la conoscenza
Vedo le Amicizie
Sento le risate e i pianti
Vedo le dormite

La cucina e il suo tavolo

Vedo delle persone impegnate a scrivere e a pensare, mi piace l’idea che tutti noi siamo uniti in questo momento da questo obbiettivo. Per me è la seconda volta a Kaleido, ma questa stanza mi ha dato, sin dalle presentazioni iniziali un’impressione positiva, per questo ho scelto questo ambiente. Vedo cartelloni colorati che m’infondono energia, vedo un lenzuolo appeso al muro con dei pensieri-messaggi carichi di positività, dolcezza. Vedo una stanza molto grande che mi dà l’idea di libertà, vedo degli alberi fuori dalla finestra che iniziano a colorarsi d’autunno.

La cucina

Vedo un forno,
vedo dei fornelli,
vedo un microonde,
vedo un lavandino,
c’è un tavolo,
ci sono delle sedie,
ci sono dei divani,
ci sono dei bicchieri,
vedo dei piatti,
vedo una pentola,
vedo Valentina che cucina,
vedo che Hasan ruba il tonno a Davide.

La palestrina

Sono nuovo, non conosco bene gli ambienti, quindi rimango dove sono: in palestra.
Vedo disegni sui muri, sento il rumore delle macchine fuori dalla finestra. Fuori dalla finestra vedo gli alberi e tre bandiere di una ditta di automobili. Nella stanza vedo un proiettore sopra un tavolino, più in là vedo due tavoli attaccati, in un angolo della stanza vedo un sacco da box, un bigliardino e un tavolo da ping-pong. C’è un po’ di disordine.

La stanza relax

Buio, beh… non proprio buio. Direi semioscuro. Sto definendo il luogo in cui mi trovo. Pieno di coperte e cuscini colorati come degli elementi di un paesaggio primaverile o autunnale… non saprei affermare con certezza quali dei due. E questo materasso su cui siedo adesso mi porta alla mente la sofficità del materasso del letto nella casa di un amico.

L’ingresso

Vedo la porta d’ingresso, vedo l’ufficio vedo due piante, vedo il bagno, vedo un divano di pelle bianco, vedo una libreria, vedo un muro con delle scritte.

La palestrina

Ho gli occhi bassi sul foglio bianco, ma con la coda dell’occhio vedo lo spazio lacero e fuori fuoco di un jeans nero e un ginocchio nudo. Se alzo lo sguardo, ho di fronte a me un altro ginocchio nudo, quello di lei, che mostra un diamante tatuato. Sento lo scorrere delle penne il frusciare della carta e il silenzio dei pensieri rincorsi, delle parole cercate negli spazi vuoti da sempre. Fino a un attimo fa non sapevo che avrei scritto di un momento qualunque e che lo avrei fermato firmandolo sul foglio, dandogli la dignità di un momento importante. Bella la vita che ti stupisce nelle piccole cose.

La stanza relax

Vedo la stanza zen morbida pucciosa
Sento l’odore del cibo che stanno preparando in cucina
Sento gli abbracci
Vedo i segreti
Vedo Annamaria
Sento l’aria condizionata
Vedo il buio e la luce
Vedo i cuscini e anche la lotta coi cuscini
Vedo le copertine
Vedo tutti quelli che passano e le cose divertenti che ci raccontiamo
Sento la conoscenza
Vedo le Amicizie
Sento le risate e i pianti
Vedo le dormite

La cucina e il suo tavolo

Vedo delle persone impegnate a scrivere e a pensare, mi piace l’idea che tutti noi siamo uniti in questo momento da questo obbiettivo. Per me è la seconda volta a Kaleido, ma questa stanza mi ha dato, sin dalle presentazioni iniziali un’impressione positiva, per questo ho scelto questo ambiente. Vedo cartelloni colorati che m’infondono energia, vedo un lenzuolo appeso al muro con dei pensieri-messaggi carichi di positività, dolcezza. Vedo una stanza molto grande che mi dà l’idea di libertà, vedo degli alberi fuori dalla finestra che iniziano a colorarsi d’autunno.

La cucina

Vedo un forno,
vedo dei fornelli,
vedo un microonde,
vedo un lavandino,
c’è un tavolo,
ci sono delle sedie,
ci sono dei divani,
ci sono dei bicchieri,
vedo dei piatti,
vedo una pentola,
vedo Valentina che cucina,
vedo che Hasan ruba il tonno a Davide.

La palestrina

Sono nuovo, non conosco bene gli ambienti, quindi rimango dove sono: in palestra.
Vedo disegni sui muri, sento il rumore delle macchine fuori dalla finestra. Fuori dalla finestra vedo gli alberi e tre bandiere di una ditta di automobili. Nella stanza vedo un proiettore sopra un tavolino, più in là vedo due tavoli attaccati, in un angolo della stanza vedo un sacco da box, un bigliardino e un tavolo da ping-pong. C’è un po’ di disordine.

La stanza relax

Buio, beh… non proprio buio. Direi semioscuro. Sto definendo il luogo in cui mi trovo. Pieno di coperte e cuscini colorati come degli elementi di un paesaggio primaverile o autunnale… non saprei affermare con certezza quali dei due. E questo materasso su cui siedo adesso mi porta alla mente la sofficità del materasso del letto nella casa di un amico.

L’ingresso

Vedo la porta d’ingresso, vedo l’ufficio vedo due piante, vedo il bagno, vedo un divano di pelle bianco, vedo una libreria, vedo un muro con delle scritte.

La palestrina

Ho gli occhi bassi sul foglio bianco, ma con la coda dell’occhio vedo lo spazio lacero e fuori fuoco di un jeans nero e un ginocchio nudo. Se alzo lo sguardo, ho di fronte a me un altro ginocchio nudo, quello di lei, che mostra un diamante tatuato. Sento lo scorrere delle penne il frusciare della carta e il silenzio dei pensieri rincorsi, delle parole cercate negli spazi vuoti da sempre. Fino a un attimo fa non sapevo che avrei scritto di un momento qualunque e che lo avrei fermato firmandolo sul foglio, dandogli la dignità di un momento importante. Bella la vita che ti stupisce nelle piccole cose.